Fissa i tuoi limiti di tempo e goditi la vita.

Fissa i Limiti

Tracciare un limite ben definito può essere la chiave per la tua libertà. Se non capisci di cosa parlo, o pensi che questa è una di quelle frasi ad effetto da biscotto della fortuna, ti consiglio di proseguire la lettura.

Che tu sia un imprenditore, una freelance, un dipendente pubblico, una operaia calzaturiera, o uno studente al terzo anno di università, devi scegliere un orario in cui staccare dalla tua occupazione principale.

E’ chiaro che se hai degli orari di lavoro ben definiti, quest’articolo potrebbe sembrarti inutile. La verità è che quando torni a casa dopo aver timbrato quel maledetto cartellino, hai davanti a te tutto il resto dei tuoi impegni a cui non puoi sottrarti: faccende domestiche, pranzi e cene da preparare, figli da scarrozzare di qua e di là, biancheria da ritirare, tornei di bridge da organizzare… la parrocchia, perdincibacco!

Ed è su questo campo, caro il mio lavoratore dipendente, che sei chiamato a combattere la tua battaglia dei limiti!

Capisco che, con tutte le cose che avrai da fare, parlarti di confini di tempo invalicabili ti sembrerà un paradosso; e non hai tutti i torti. Anche io la vedevo proprio come te; poi ho scoperto la legge di Parkinson e le cose sono cambiate!

La famigerata “legge” di Parkinson

Nel 1958 usciva un libro di 160 pagine che, con tono ironico, prendeva in esame i difetti delle organizzazioni. Quell’opera, che ti assicuro non ho letto, è diventata un classico tradotto e ristampato in tutto il mondo.

Bene, ma cosa enuncerebbe la legge di Parkinson di tanto rivoluzionario?

Prendi appunti, mi raccomando:

Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo.

Parafrasando le parole dell’autore, addomestica i tuoi impegni se non vuoi esserne domato!

Il razionale della teoria

La legge di Parkinson, in realtà, si fonda su un dato empirico di cui tutti più o meno abbiamo esperienza: più tempo lasciamo ai nostri impegni, più questi sembrano richiederci altro tempo. E’ un po’ come come il vapore: libero nell’ambiente, si diffonde ovunque; se, invece, lo isoliamo in un sistema per così dire “chiuso” (non me ne abbiano i fisici che hanno l’amore di leggermi!), resta confinato entro la barriera.

i limiti del vapore

L’amara realtà è che la mancanza di urgenza (a cui accenno in questo articolo sulla pianificazione dei tuoi obiettivi) ti spinge a distrarti con più facilità. D’altro canto, fissare un limite temporale ben definito favorirà uno stato di coscienza più vigile e concentrato che ti porterà a concludere prima.

Come faccio io

In questo caso darti un metodo pratico mi sembra un po’ pretenzioso, dal momento che ognuno ha i propri impegni e orari da rispettare.

E poi, diciamoci la verità, per segnare un limite non è che ci voglia un Master di secondo livello: io, ad esempio, ho impostato i miei confini alle 9:00 (ora in cui comincio a dedicarmi a quello che comunemente chiamiamo lavoro) e alle 19:30 (quando spengo le macchine e ritorno a casa).

Ciò che eleva quest’approccio a molto di più di una semplice regoletta è l’intenzione deliberata a metterlo in pratica.

Non ci sono cavoli che tengano: alle sette e mezza stacco, a costo di lasciare incompiuto ciò a cui mi sto dedicando.

Nessuno morirà se aspetti un weekend ad inviare quella mail, e nessuno, credimi, verrà a prenderti se fai partire il bonifico alle nove di domattina.

Poi ci sono giorni in cui non ce la fai e sfori. Ritengo che questi episodi servano proprio a ricordarci che la legge di Parkinson è vera: quando alla fine torno a casa, una o due ore oltre il limite, non mi sento di aver realizzato chissà che cosa. Sono solo più stanco.

Giorni come questi non si possono eliminare dal calendario, ma se sviluppiamo l’atteggiamento giusto ne possiamo ridurre il numero fino a contarli sulle dita di una mano.

Conoscevi la legge di Parkinson? Hai mai sperimentato questa capacità che ha il lavoro di espandersi in base al tempo che decidiamo di dedicargli?

Dimmi la tua!

A presto,

Filippo

1 commento
  1. Paglia
    Paglia dice:

    Non conoscevo il nome di questa legge, ma ne osservo gli effetti di continuo! Mettere limiti nel mio caso è anche imparare a ridimensionare quella parte di me che vorrebbe sempre apparire impeccabile agli altri e appagarli (colleghi, capo, studenti, etc…)

    Rispondi

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