Come affrontare (e vincere) le tue paure. Un metodo efficace.

Le nostre paure e come sconfiggerle

“Troppi di noi non vivono i loro sogni perché stanno vivendo le loro paure” -anonimo-

 

Sia che ti trovi di fronte al dilemma se lasciare il tuo posto fisso per dedicarti alla collezione di farfalle, o scelte più blande come fare o meno quella telefonata, questo articolo (e il relativo video) fa al caso tuo!

Sì perché in quel vaso di Pandora che hai al posto della testa i pensieri fluttuano portati dal vento delle tue emozioni e spesso, purtroppo, assumono rotte turbolente e imprevedibili.

Quelli sono i momenti in cui perdiamo il senso logico delle riflessioni e la paura ci attanaglia!

Un autore a me molto caro ha detto che il terrore più grande dell’uomo è quello dell’ignoto. E come dargli torto?

Fare una scelta importante, compiere un’azione che non coinvolge solo la nostra volontà ci pone davanti all’eventualità di conseguenze imprevedibili.

La paura ci paralizza e tendiamo a rimandare, abbozzandoci delle scuse che tengano a bada la vocina che invece ci incita a smuovere il culo!

I consigli pratici di oggi me li ispira un certo Tim Ferriss nel suo 4 hour workweek, libro impraticabile ma pregno di suggerimenti interessanti.

Un metodo efficace per combattere le tue paure

 

E questo protocollo dovresti adottarlo ogni volta che ti senti morso dalla paura o, molto meglio, programmarlo come esercizio da svolgere almeno una volta ogni due-tre mesi.

Sei pronto?

Partiamo!

 

L’occorrente!

Prendi foglio e penna, o il computer, o il telefono, o il tablet, o una tavoletta di cera. Insomma, munisciti di qualcosa!

Lo scenario peggiore!

  1. Ipotizziamo che tu prenda quella dannata decisione. Cosa può accadere nel peggiore dei casi?  Come al solito, sii sincero con te stesso. Tocca ferro, tocca scroto, tocca seno, fai quello che vuoi, ma non filtrare nulla di ciò che ti viene in mente!
  2. Quali dubbi, riflessioni, pensieri ti affiorano? Visualizzali nel dettaglio.
  3. Quale impatto avrebbe questa scelta sulla tua vita? Definiscilo con un numero da 0 a 10, dove 0 è “nessun impatto” e 10 “la catastrofe totale”.
  4. Riesci a descrivere precisamente come si verificheranno le modalità di questo tragico scenario?

Esiste una via d’uscita?

Nel caso che questo scenario si verificasse, saresti in grado di trovare delle scappatoie per rimettere tutto in ordine?

Ti faccio un esempio per aiutarti a capire come sviluppare questo punto.

Mettiamo che tu sia una mamma il cui posto in banca garantisce tutto il necessario per il sostentamento dei tuoi tre piccoli bimbi. Se lasciassi il lavoro per dedicarti finalmente a quel progetto di aprire un’erboristeria, potresti in qualche modo riorganizzare la tua vita qualora le cose si rivelassero un flop totale? Anche se per un periodo dovessi vivere di qualche altro espediente, ti sto chiedendo, sarebbe possibile tornare indietro? O tu, il tuo compagno/marito e i tuoi tre figli finireste in mezzo alla strada, calpestati dai passanti?

Lo scenario probabile!

  1. Ora che hai assaporato il peggio del peggio, prenditi tutto il tempo per immaginare quello che potrebbe accadere in realtà.Ricordati di sottolineare tutti i vantaggi psicologici, fisici, relazionali e finanziari che ti hanno spinto a compiere quella scelta.
  2. Come hai fatto per la catastrofe, dai un punteggio a questo scenario: 0 sta per “nessuno vantaggio”, 10 per “cavolo, potevo farlo prima!“.

L’alter ego rassegnato

Guarda a dieci anni il tuo “io” che oggi sceglie di rinunciare.

Come ci si sente ad aver permesso che la paura ti rubasse un decennio della tua limitata esistenza?

La domanda è volutamente retorica: visualizza le tue sensazioni e impressionale sul foglio. Vedrai che la risposta non sarà così banale!

 

Prima di lasciarti affrontare la tua paura più grande, voglio che memorizzi questa frase:

Ciò che oggi hai più paura di fare è ciò che hai più bisogno di fare.

Qualcuno una volta ha detto che il successo di una persona si misura dal numero di conversazioni “scomode” che ha scelto di affrontare.

Un sano proposito per la vita di ogni giorno potrebbe essere proprio quello di allenarsi a fare qualcosa che non ci va.

Non per noia, non per pigrizia, ma per paura.

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Alla prossima,

Filippo

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